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Epilazione Laser e Ormoni: Tutto Quello che Devi Sapere

L’epilazione laser offre una soluzione duratura anche quando gli ormoni influiscono sulla crescita dei peli?

L’epilazione laser è una delle soluzioni più efficaci e durature per eliminare i peli superflui, ma quando entrano in gioco gli ormoni la situazione può diventare più complessa. Molte persone si chiedono come epilazione laser e ormoni siano collegati, soprattutto se soffrono di squilibri ormonali come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), l’irsutismo, l’ipertricosi, la menopausa o problemi tiroidei.

Esaminiamo in modo chiaro e aggiornato come gli ormoni influenzano la crescita dei peli e l’efficacia dell’epilazione laser. Parleremo di cosa aspettarsi in caso di squilibri ormonali specifici, dell’importanza di affiancare eventuali terapie ormonali al trattamento laser e risponderemo alle domande più frequenti su risultati, tempi e aspettative.

Il Legame tra Epilazione Laser e Ormoni

Pochi sanno che dietro alla crescita dei peli si nasconde un’intera orchestra ormonale che regola tempi, densità e distribuzione della peluria sul nostro corpo. Questo porta inevitabilmente a numerose domande per quei clienti che vogliono fare un trattamento di epilazione definitiva. Gli ormoni non solo influenzano il nostro umore, il metabolismo o la pelle, ma giocano anche un ruolo chiave nella vita del follicolo pilifero. E sì, questo vale anche – e soprattutto – quando si parla di epilazione laser. 

epilazione laser squilibrio ormonale

Sono domande più che legittime, perché la risposta non è sempre chiara. Gli ormoni possono effettivamente influenzare i risultati del trattamento, ma non necessariamente in senso negativo. La verità è che epilazione laser e ormoni sono strettamente connessi, ma capire come funziona questa relazione ti permette di affrontare il percorso con più consapevolezza e aspettative realistiche. Facciamo prima un passo indietro per capire che ruolo giocano gli ormoni nella nostra mappa pilifera. 

Il Ruolo degli Ormoni nella Crescita dei Peli

Per capire la relazione tra epilazione laser e ormoni, dobbiamo prima comprendere il ruolo degli ormoni nella crescita dei peli. La crescita dei peli è regolata principalmente dagli ormoni, in particolare dagli ormoni androgeni (come il testosterone e il suo derivato diidrotestosterone, DHT). Questi ormoni stimolano la crescita di peli più spessi e pigmentati in diverse aree del corpo. Sia uomini che donne producono androgeni, ma in quantità diverse: livelli elevati di androgeni tendono ad aumentare la densità e lo spessore dei peli, soprattutto in zone come viso, addome, torace e schiena.

Anche altri ormoni influenzano la peluria. Gli estrogeni, ad esempio, hanno un effetto inibitorio sulla crescita dei peli: durante la gravidanza, quando gli estrogeni salgono, molte donne notano una riduzione della caduta dei peli, mentre in menopausa il calo estrogenico può favorire la comparsa di nuovi peli in zone prima poco pelose.

Gli ormoni tiroidei, che regolano il metabolismo, se squilibrati possono alterare il ciclo dei peli: l’ipotiroidismo tende a rallentare la crescita pilifera (peli più radi e fragili), mentre l’ipertiroidismo può accelerarla in modo irregolare. Anche l’ormone della crescita e il cortisolo (l’ormone dello stress) hanno effetti indiretti: il cortisolo ad esempio può alterare l’equilibrio di altri ormoni e favorire una maggiore crescita di peluria corporea.

L’equilibrio ormonale determina in gran parte quanto e dove crescono i nostri peli. Ogni individuo ha anche una predisposizione genetica di base, ma gli ormoni modulano attivamente il ciclo di crescita, lo spessore e la pigmentazione dei peli. Ecco perché eventuali squilibri ormonali possono influenzare i risultati dell’epilazione laser, come vedremo nel dettaglio.

Epilazione Laser con Disfunzioni Ormonali: Puoi Aspettarti gli Stessi Risultati?

Un trattamento laser funziona colpendo la melanina nel fusto del pelo e distruggendo il follicolo in fase di crescita (anagen). Se però gli ormoni nel corpo sono sbilanciati, potrebbero influire sull’efficacia del laser in vari modi. Vediamo alcuni effetti tipici degli squilibri ormonali sulla crescita dei peli e sul risultato del laser:

In breve, cosa significa? Uno squilibrio ormonale non impedisce di per sé il successo dell’epilazione laser, ma può richiedere un po’ più di pazienza e pianificazione. Si potrebbe aver bisogno di più sedute del previsto o di sedute di mantenimento periodiche per tenere a bada eventuali ricrescita dovute agli ormoni.

Patologie Ormonali che Influenzano il Trattamento di Epilazione Laser 

Molte persone si accorgono che i loro peli crescono in modo diverso dagli altri: più spessi, più numerosi, in zone insolite… oppure che ricrescono troppo in fretta anche dopo cerette o trattamenti laser. In molti casi, alla base di questi cambiamenti c’è qualcosa che ha a che fare con gli ormoni. Alcuni disturbi ormonali, infatti, possono stimolare in modo eccessivo la crescita dei peli o attivare follicoli che prima erano silenti. Questo può rendere più difficile mantenere una pelle liscia a lungo termine, anche con trattamenti avanzati come l’epilazione laser.

In questa sezione approfondiremo le condizioni ormonali più comuni che influenzano la crescita dei peli, come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), l’irsutismo, l’ipertricosi, le alterazioni tiroidee e i cambiamenti legati alla menopausa. Capire queste condizioni è essenziale per sapere cosa aspettarsi da un percorso di epilazione laser, ma anche per gestire al meglio eventuali ricrescite nel tempo e valutare se sia il caso di associare una terapia ormonale.

Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) e irsutismo

ragazza con ovaio policistico

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è una delle cause più comuni di eccesso di peli nelle donne in età fertile. Si tratta di una condizione endocrina caratterizzata da un aumento degli ormoni androgeni (come testosterone e DHEA) che può portare a sintomi come cicli mestruali irregolari, acne, aumento di peso e soprattutto irsutismo, ovvero crescita di peli spessi e scuri in zone tipicamente maschili (viso, mento, torace, addome, schiena). Per una donna con PCOS, affrontare i peli superflui può essere particolarmente frustrante.

Dal punto di vista dell’epilazione laser, la PCOS non preclude il successo del trattamento, ma bisogna mettere in conto qualche accortezza in più. In presenza di alti livelli di androgeni, i follicoli sono costantemente stimolati a produrre nuovi peli; per questo potrebbero servire più sessioni rispetto a una persona senza squilibri ormonali. 

Ad esempio, uno studio clinico su donne con PCOS ha rilevato che dopo 6 sedute di laser le partecipanti avevano ottenuto solo una riduzione modesta dei peli (circa il 31% in meno come densità) e pochissime di loro riuscivano a restare senza ricrescita per oltre 6 settimane;

Proseguendo il trattamento fino a 10-12 sedute i risultati miglioravano nettamente, con un progressivo allungamento dell’intervallo libero da peli (oltre 4-6 settimane di libertà dai peli dopo una dozzina di sedute). In quell’indagine, pur con riduzioni di pelo meno marcate del previsto, ben il 95% delle pazienti si dichiarava soddisfatto del laser, segno che i benefici in termini di qualità di vita erano comunque significativi.

È importante sottolineare che, con PCOS attiva, nuovi peli possono continuare ad apparire nel tempo a causa dello stimolo androgenico persistente. Il laser distrugge i follicoli bersagliati, ma non può impedire che altri follicoli (non trattati perché magari erano dormienti o producevano peli troppo fini per essere colpiti) inizino a produrre nuovi peli sotto l’influsso degli androgeni.

Questo significa che una donna con questa problematica potrebbe dover pianificare sedute di mantenimento una o due volte l’anno, anche dopo aver completato il ciclo iniziale di sedute, per colpire eventuali nuovi peli che dovessero spuntare. In alcuni casi, specialmente per aree come il viso, può essere utile valutare anche tecniche complementari come l’elettrolisi per eliminare i peli bianchi o molto sottili che il laser fatica a individuare.

L’approccio migliore per chi ha PCOS è combinare l’epilazione laser con una gestione medica dell’equilibrio ormonale. Farmaci come la pillola anticoncezionale o gli anti-androgeni prescritti dal ginecologo/endocrinologo possono ridurre la produzione di ormoni androgeni o bloccarne gli effetti, aiutando a rallentare la crescita dei peli indesiderati.

Ad esempio, aumentare la sensibilità all’insulina con metformina nelle donne PCOS può contribuire a controllare meglio l’irsutismo e rendere più efficaci i trattamenti di epilazione: uno studio ha mostrato un miglior controllo dei peli e una maggiore soddisfazione nelle pazienti che assumevano metformina durante un trattamento di luce pulsata, rispetto a chi non la assumeva. Dunque, affiancare una terapia ormonale adeguata all’epilazione laser è fondamentale per ottenere il massimo risultato nel lungo periodo quando si soffre di PCOS o altri squilibri che comportano iperandrogenismo.

Ipertricosi (e altri eccessi di peli non androgeni)

Con ipertricosi si intende un aumento eccessivo della peluria su vaste aree del corpo, che può riguardare sia uomini che donne. A differenza dell’irsutismo, l’ipertricosi non è necessariamente legata a un eccesso di ormoni androgeni – può dipendere da fattori genetici, effetti collaterali di farmaci, oppure da condizioni sistemiche e metaboliche.

Ad esempio, l’assunzione di alcuni farmaci (come il minoxidil, corticosteroidi, certi antiepilettici) può scatenare ipertricosi acquisita. Anche malattie come il morbo di Cushing (eccesso di cortisolo) o l’ovaio policistico stesso possono rientrare tra le cause di ipertricosi acquisita. In alcuni casi l’ipertricosi è idiopatica (senza causa identificabile) o legata a predisposizione etnica/familiare.

Quando la crescita eccessiva di peli ha una componente ormonale o patologica sottostante, il percorso ideale è duplice: da un lato trattare (per quanto possibile) la causa medica, dall’altro gestire i peli a livello estetico. Ad esempio, se l’ipertricosi è dovuta a un squilibrio ormonale il medico potrà prescrivere una terapia per normalizzare i livelli ormonali e ridurre lo stimolo alla crescita dei peli. Ma parallelamente si può ricorrere all’epilazione laser per rimuovere i peli già presenti e migliorare rapidamente la situazione estetica.

L’epilazione laser è considerata il metodo più indicato per trattare l’ipertricosi dal punto di vista estetico, perché permette di diradare in modo significativo la peluria su ampie zone in maniera relativamente duratura. A differenza di rasatura, ceretta o creme depilatorie (che sono soluzioni temporanee e da ripetere continuamente), il laser agisce sui follicoli garantendo una riduzione permanente del numero di peli.

Chi soffre di ipertricosi spesso riferisce un grande miglioramento della qualità di vita dopo alcune sedute laser, vedendo finalmente la propria pelle più liscia e libera da peli superflui. Ovviamente il numero di sedute necessarie dipenderà dall’estensione dell’area e dalla causa dell’ipertricosi, ma in genere dopo le prime 4-6 sedute si nota già un diradamento marcato e i ritocchi successivi consolidano i risultati.

In casi di ipertricosi non legata agli androgeni (cioè ipertricosi non ormono-dipendente), il vantaggio è che una volta eliminati i follicoli con il laser, è meno probabile che ne compaiano di nuovi, a patto di aver escluso cause trattabili come farmaci o patologie.

Menopausa e cambiamenti ormonali nell’età adulta

La menopausa è una fase della vita in cui l’assetto ormonale femminile cambia drasticamente: calano gli estrogeni e aumentano proporzionalmente gli androgeni relativi (sebbene in valori assoluti bassi). Molte donne in menopausa notano cambiamenti nei loro peli: ad esempio, può ridursi la capigliatura o i peli sulle gambe, ma comparire peli più spessi su mento, labbro superiore o altre aree del viso a causa dell’alterato equilibrio estrogeni/androgeni. Si tratta di un fenomeno comune, benché indesiderato, che può provocare disagio.

donna in meno pausa che tiene una pillola in mano
Fortunatamente, l’epilazione laser si adatta bene anche a queste situazioni. Se una donna in menopausa presenta alcuni peli scuri e indesiderati sul viso (o altre zone nuove), il laser può eliminarli efficacemente, restituendo una pelle liscia. Anzi, spesso quei peli “post-menopausa” sono scuri e ben pigmentati, quindi rappresentano bersagli ideali per il laser. Bisogna tener presente che i cambiamenti ormonali in atto potrebbero far apparire qualche altro peletto col tempo, ma una seduta di mantenimento occasionale (ad esempio annuale) è in grado di risolvere anche queste nuove comparse.

Per quanto riguarda l’uso di terapie ormonali sostitutive (TOS), ad esempio estrogeni prescritti in menopausa, queste in genere tendono a ridurre la comparsa di peli indesiderati ( ripristinano parzialmente il livello di estrogeni). Se state seguendo una TOS, fatelo presente al centro laser: non vi impedirà di fare il trattamento, ma è un’informazione utile per interpretare i risultati. In ogni caso, la menopausa di per sé non impedisce l’epilazione laser; anzi, molte donne colgono l’occasione per liberarsi definitivamente di peli che magari hanno iniziato a infastidirle proprio in questa fase della vita.

Patologie della tiroide

Anche i disturbi tiroidei possono influenzare la crescita dei peli, sebbene in modo diverso rispetto all’iperandrogenismo. Nell’ipotiroidismo (tiroide pigra, con bassi livelli di ormoni tiroidei) i peli tendono a crescere più lentamente e possono diventare più sottili e fragili; nell’ipertiroidismo (tiroide iperattiva, ormoni tiroidei alti) si può avere un’accelerazione del ciclo pilifero, talvolta con peli più sottili ma che crescono rapidamente e cadono altrettanto rapidamente. Entrambe le condizioni possono riflettersi anche durante un percorso di epilazione laser.

Se soffrite di ipotiroidismo, potreste osservare che i vostri peli ricrescono lentamente: questo da un lato è positivo (meno ricrescita evidente tra una seduta e l’altra), ma dall’altro potrebbe significare che i peli sono spesso fuori fase anagen quando fate la seduta. Niente di grave: probabilmente il professionista vi aiuterà a calibrare l’intervallo tra le sedute un po’ su misura, magari allungandolo leggermente se la ricrescita è molto lenta, così da colpire più peli possibili in fase di crescita attiva.

Con l’ipertiroidismo invece la ricrescita potrebbe essere più rapida: in tal caso si potrebbe anticipare di poco la seduta successiva se necessario. In entrambi i casi, una volta che la vostra condizione tiroidea è sotto controllo (magari assumendo la terapia ormonale sostitutiva appropriata), l’effetto sul ciclo dei peli si stabilizzerà.

La cosa importante è informare sempre il medico o specialista del laser se avete una patologia tiroidea e siete in trattamento (es. levotiroxina per ipotiroidismo, o farmaci antitiroidei per ipertiroidismo). Il laser in sé è sicuro e non interferisce con la tiroide, ma conoscere il quadro ormonale aiuta gli operatori a impostare il giusto protocollo e a darvi aspettative realistiche sui tempi.

(Nota: Per prudenza medica, generalmente si sconsiglia di iniziare trattamenti di epilazione laser in gravidanza. Questo non perché vi siano prove di danno, ma perché la pelle in gravidanza è più sensibile e reattiva, e i cambiamenti ormonali spesso rendono i peli più folti salvo poi farli cadere spontaneamente dopo il parto. Meglio attendere la fine dell’allattamento prima di intraprendere un nuovo percorso di epilazione laser se siete incinte.)

L’importanza della terapia ormonale abbinata al laser

ormoni e crescita dei peli

Come emerso dai casi sopra, quando la crescita eccessiva di peli è alimentata da squilibri ormonali, la strategia vincente è quella combinata: da un lato intervenire sul problema ormonale, dall’altro effettuare l’epilazione laser per rimuovere i peli esistenti. Questi due approcci non si escludono, anzi si potenziano a vicenda. Il laser agisce eliminando i follicoli piliferi già presenti e in fase di crescita, ma se l’origine del problema è ormonale, bisogna cercare di controllare quella “radice” per evitare che altri follicoli vengano stimolati continuamente.

Ad esempio, nel caso della PCOS abbiamo visto che i livelli eccessivi di androgeni fanno spuntare nuovi peli: una cura ormonale (pillola, anti-androgeni, metformina, integratori come l’inositolo etc.) può abbassare lo stimolo sui follicoli, rendendo il lavoro del laser molto più duraturo nei risultati. Allo stesso modo, per un paziente con ipertiroidismo, ottenere un controllo della funzione tiroidea con i farmaci significherà normalizzare il ciclo dei peli e facilitare l’azione definitiva del laser.

Diversi specialisti sottolineano che l’epilazione laser da sola, in presenza di forti squilibri ormonali, rischia di non dare risultati ottimali se non si accompagna a una gestione medica. Questo non vuol dire che il laser non funzioni – i peli trattati cadranno comunque – ma potrebbe essere un po’ come ridipingere una parete umida senza risolvere l’infiltrazione. Affrontando entrambi gli aspetti (ormoni e peli) si ottiene invece un effetto sinergico: molti pazienti riferiscono miglioramenti notevoli dell’irsutismo quando seguono contemporaneamente la terapia indicata dall’endocrinologo e il ciclo di epilazione laser.

Prima di iniziare l’epilazione una visita endocrinologica può quindi essere una mossa intelligente se sospettate di avere uno squilibrio ormonale non diagnosticato. Ad esempio, in caso di peli sospetti (comparsa improvvisa di peli spessi in zone insolite) è bene fare esami del sangue e capire se ci sono cause ormonali correggibili.

Naturalmente non sempre esiste una cura definitiva per la tendenza a fare peli (ad esempio, l’ipertricosi o l’irsutismo idiopatico possono accompagnare una persona per molti anni). In questi casi il laser rimane comunque la risorsa principale per gestire il problema a livello estetico.

Hai Problemi Ormonali e Vuoi Fare Epilazione?

Hai scoperto di avere un problema ormonale e ti stai chiedendo se valga comunque la pena iniziare un trattamento di epilazione laser? La buona notizia è che la risposta è sì: avere uno squilibrio ormonale non ti esclude affatto dalla possibilità di ottenere una pelle liscia e libera dai peli superflui. Anzi, per molte persone che convivono con condizioni come la PCOS, l’irsutismo o la menopausa, l’epilazione laser rappresenta una vera svolta nella gestione quotidiana della propria immagine e del proprio benessere.

Certo, quando entrano in gioco gli ormoni, il percorso potrebbe essere un po’ più articolato: potresti aver bisogno di qualche seduta in più, o di richiami periodici. Ma questo non significa che il trattamento non funzioni. Significa semplicemente che il tuo corpo segue regole diverse – e conoscere queste regole è il primo passo per aggirarle con intelligenza. Il consiglio più importante? Non iniziare da sola, ma parlane con uno specialista.

risultati epilazione laser con problemi ormonali su una donna contenta
Durante una consulenza seria e approfondita, il medico o l’operatore qualificato analizzerà la tua situazione ormonale, valuterà le aree da trattare, ascolterà le tue aspettative e costruirà con te un piano personalizzato. In alcuni casi, potrebbe anche consigliarti di affiancare una terapia ormonale per ottimizzare i risultati nel tempo. Ogni corpo è diverso, e un approccio su misura fa davvero la differenza.

Quindi no, non devi rinunciare alla tua voglia di sentirti a tuo agio nella tua pelle solo perché i tuoi ormoni non collaborano. Al contrario: con il giusto supporto e un po’ di costanza, puoi ottenere risultati straordinari. E soprattutto duraturi.

Squilibri ormonali? Ecco cosa aspettarsi dal laser

Abbiamo visto che l’epilazione laser, pur non essendo una bacchetta magica in contesti ormonali complessi, rimane un alleato prezioso. In termini di benefici, il laser offre a chi soffre di problemi come PCOS, irsutismo o ipertricosi la possibilità di ridurre drasticamente il disagio dei peli superflui e di ottenere una pelle visibilmente più liscia e libera. 

Allo stesso tempo, è giusto essere onesti sui limiti: in presenza di squilibri ormonali attivi, il laser potrebbe richiedere un impegno maggiore (più sedute, mantenimento nel tempo) rispetto a chi non ha lo stesso problema. Non sempre si riuscirà a raggiungere una eliminazione totale di ogni pelo per sempre – alcuni peli potrebbero continuare a comparire sporadicamente se la causa ormonale persiste. È importante avere aspettative realistiche: l’obiettivo è una significativa riduzione a lungo termine e una gestione facile della situazione, non necessariamente la “depilazione definitiva” al 100% in ogni condizione futura. Con questo in mente, non rimarrete delusi e anzi probabilmente i risultati vi sorprenderanno in positivo, perché vedrete una differenza enorme rispetto al punto di partenza. 

Se vi riconoscete nelle situazioni descritte (peli eccessivi dovuti a squilibri ormonali) il primo passo è consultare uno specialista. Parlatene con il vostro dermatologo o endocrinologo e rivolgetevi a un centro medico specializzato in epilazione laser. Una consulenza personalizzata vi aiuterà a capire come procedere.

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Risultati, tempi e aspettative: Domande epilazione laser e squilibri ormonali

Vediamo ora alcune domande frequenti e preoccupazioni che le persone hanno quando iniziano un percorso di epilazione laser avendo di mezzo questioni ormonali.

Sì, l’epilazione laser funziona anche in presenza di squilibri ormonali, ed è spesso considerata la soluzione migliore per liberarsi dei peli superflui a lungo termine. La presenza di un problema ormonale non impedisce al laser di fare il suo dovere sul singolo follicolo. Quello che può cambiare, semmai, è che potrebbero essere necessari più trattamenti. Come discusso, gli ormoni possono far spuntare nuovi peli nel tempo, ma con un po’ di perseveranza si può comunque ottenere una pelle liscia in modo duraturo. Molti centri riferiscono casi di pazienti con squilibri ormonali soddisfatte dei risultati dell’epilazione laser, anche se hanno dovuto fare qualche seduta extra. In altre parole: ormoni e depilazione laser possono convivere, basta avere aspettative realistiche e un buon piano personalizzato.

Il numero di sedute varia da persona a persona. In generale, per una zona normale di peli in assenza di problemi ormonali si consigliano in media 8-10 sedute per ottenere una riduzione significativa. In caso di squilibri importanti, spesso si pianificano 10-12 sedute come base, sapendo che potrebbero volercene di più o che saranno necessarie sedute di mantenimento periodiche. Ad esempio, se normalmente dopo un ciclo di laser di 8 sedute una persona può rimanere quasi senza peli per diversi mesi, una persona con squilibrio ormonale potrebbe avere bisogno di richiami ogni 6-12 mesi per mantenere il risultato nel lungo termine. Non scoraggiatevi se vi prospettano un percorso più lungo: come dicevamo, ne vale la pena e i risultati migliorano mano a mano che si procede.

Il laser distrugge in modo permanente quei follicoli che tratta con successo. Quindi quei follicoli non produrranno più peli. Tuttavia, gli ormoni possono stimolare altri follicoli ad attivarsi col tempo (specialmente follicoli che originariamente producevano peli molto fini, detti vellus, che poi diventano peli terminali). Questo significa che potrebbe sembrare che ricrescano i peli, ma in realtà si tratta di nuovi peli prima inattivi che diventano visibili. In ogni caso, la densità complessiva di peli dopo un ciclo di laser sarà drasticamente inferiore a prima. Se notate ricomparsa di peli a distanza di mesi o anni dal trattamento, non pensate che il laser non abbia funzionato: è probabile che il vostro corpo stia attraversando un cambiamento ormonale (ad esempio dopo una gravidanza, o in menopausa, o se la vostra condizione endocrina è peggiorata). Una o due sedute di richiamo di solito risolvono la situazione eliminando i nuovi follicoli attivati.

Non necessariamente. È sicuramente utile fare una valutazione medica se sospettate di avere un problema (ad esempio cicli irregolari, sintomi di PCOS o altri segni di squilibrio). Ma potete iniziare il laser anche mentre state facendo accertamenti. L’importante è informare il centro laser sulle vostre condizioni di salute e terapie in corso. In alcuni casi, iniziare prima una cura ormonale può migliorare i risultati del laser, ma non c’è una regola fissa. Potete iniziare il percorso di epilazione e, parallelamente, seguire le indicazioni del vostro medico per tenere sotto controllo gli ormoni.

No, il laser per depilazione agisce solo a livello locale sui bulbi piliferi e non ha effetti sistemici sul sistema endocrino. Non altera la produzione di ormoni, non interferisce con la tiroide, le ovaie o altre ghiandole. È un trattamento sicuro, specialmente se eseguito da personale medico o qualificato, e comporta al massimo effetti temporanei sulla pelle (rossore, lieve irritazione) che si risolvono in pochi giorni. Quindi potete stare tranquilli: anche se avete patologie ormonali, il laser non andrà a interferire con esse in modo negativo.

Sì, nella maggior parte dei casi non c’è alcuna controindicazione a fare il laser mentre si assumono farmaci ormonali prescritti. Ad esempio, la pillola anticoncezionale spesso viene consigliata anche per migliorare l’irsutismo, e non impedisce affatto di sottoporsi al laser (anzi, può rendere più stabile il risultato). Lo stesso vale per la terapia con ormoni tiroidei: continuate a prendere i vostri farmaci come da prescrizione. L’unica accortezza riguarda eventuali farmaci fotosensibilizzanti (alcuni farmaci possono aumentare la sensibilità della pelle alla luce, rendendo necessario regolare l’intensità del laser per evitare macchie). Il vostro medico estetico vi chiederà la lista di farmaci e integratori che assumete proprio per valutare queste cose. In caso di dubbio, consultate sia l’endocrinologo che lo specialista di epilazione: lavorando in team vi daranno le indicazioni migliori.